Perdersi
Da alcuni mesi ho dei sintomi piuttosto inquietanti. Mi perdo, come la protagonista del libro che ho letto qualche settimana fa. Mi perdo nel tempo, nello spazio, nelle parole, nelle cose da fare.
Cerco un concetto nella mia mente e non lo trovo, cerco dei termini e non ci sono. Perdo pezzi interi. Mi sono resa conto, una sera, di non aver più in mente il cucinare. Sapevo che serviva una cena, ma non avevo il concetto di cuocere i cibi. Credetemi, è terribile.
E' spiazzante. Come lo è aver sempre preso le redini delle situazioni e all'improvviso ritrovarsi a dover chiedere aiuto a qualcuno. O leggere le istruzioni d'uso di una tv e constatare che per te potrebbero essere scritte in arabo e sarebbe lo stesso. Poi chiedi aiuto a tutti i tuoi neuroni e piano piano qualcosa capisci, ma è dura. Come aprire un nuovo blog. Uno sforzo immane. Ce l'ho fatta, ma ho impiegato il doppio del tempo solito.
All'inizio davo la colpa alle solite cose: stanchezza, stress, troppi impegni, l'incipiente menopausa. Poi ho pensato di dover approfondire.
Ho chiesto appuntamento alla neurologa che diagnosticò la malattia di Alzheimer a mio padre. E sabato mattina ci sono andata.
So che è una brava persona, un medico scrupoloso e attento. Le ho raccontato tutto. Non mi ha detto, come forse speravo: Ma lei sta benissimo, vada a casa e si goda la vita!
Mi ha invece sottoposto ai test che conoscevo fin troppo bene. Ho avuto difficoltà a contare -7 partendo da 100. Sono arrivata a 93 ed è finita lì. Ma la matematica per me è sempre stata poco più di un'opinione.
Poi mi ha chiesto di dirle la parola mondo al contrario. Ed è stata durissima.
Il resto dei test, pensati probabilmente per persone meno istruite e di certo più gravi, come ha detto lei, li ho superati tutti.
La conclusione è stata: speriamo sia depressione, ma per sicurezza le prescrivo tac ed altri accertamenti.
Non credo sia depressione. Non sono depressa. Per sicurezza ho chiesto a chi mi conosce bene. Nessuno mi definirebbe tale.
Sono triste, a volte. Ma chi non lo è? La tristezza è un sentimento che proviamo in reazione a determinati avvenimenti, ed è sana. Ci vuole. La depressione è un'altra cosa.
Sono stanca, questo sì. Lavoro tanto, ho parecchi impegni. Non mi fermo quasi mai. Ma la mia vita mi piace. Amo le mie figlie. Amo gli amici della vita "vera" e quelli che ho trovato qui. Mi piace la musica, adoro il cinema, la lettura.
Ovvio che preferirei essere depressa e non aver nulla che non funziona in quel cavolo di cervello che mi sono ritrovata in dotazione.
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8 Commenti:
Stai tranquilla, cara. A me succede da sempre, soprattutto nei periodi in cui sono più stressata. E non sempre siamo in grado di riconoscere quei periodi.
Idem per me. Non sembra ma tutta questa tecnologia che ci circonda, invece di facilitarci l'esistenza, ce la complica. Perchè non esiste un software che si ricorda quando c'è da stirare o he c'è da andare a prendere le bambine in piscina. Il lavoro, poi, è sempre di più una lotta contro nuovi problemi che non possono essere resi routine e quindi richiedere mezzo neurone acceso per essere svolti. Mettici la stanchezza, qualche acciacco, un filo di incapacità di rilassarsi che noi dotati di cervello ci portiamo sempre dietro
e bum. Scoppia la bomba. A me successe anni fa. Mi svegliai e decisi che non potevo assolutamente scendere dal letto, c'era l'abisso tutto intorno, come nelle vignette di Mordillo.
Ne pago ancora oggi le conseguenze ma ho imparato una cosa: io non posso avere il controllo delle cose che mi circondano. Posso solo migliorarmi nella capacità di adattamento.
Ciao Agata, grande donna intelligente! Penso che l'essere in prossimità della menopausa sia una ragione più che valida per avere momenti strani, nei quali far le cose più facili diventi una impresa mostruosamente difficile... come saggiamente scrivi tu, non si può (nè si deve) avere il controllo delle cose che ci circondano, la chiave è nel migliorare la nostra capacità di adattarci. In realtà io constato quotidianamente la triste dipartita di qualche neurone, cerco di rianimarlo ma.. non c'è verso! Un caro saluto, Cinzia
@espe: spero che alla fine sia solo stress, e che con qualche buona curetta ritorni in forma, (quasi) smagliante. Mi bombarderò di sali minerali, tanto per cominciare.
@Max: la cosa strana, per me, è che comunque non sto vivendo un brutto periodo. A parte gli incontri improbabili, e la dodicenne tosta, il resto va bene. Può essere che risenta della fatica pregressa. L'esito me lo darà la fatidica tac.
@cinzia: forse dovrebbero inventare una nuova specializzazione, il rianimatore di neuroni!
Te l'ho già detto che ti voglio bene?
@B&B: dimmelo pure quanto vuoi, una volta in più non fa di certo male! :))
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